Per oltre vent'anni abbiamo vissuto tra due estati.
La nostra vita era a Sydney, dove io e Ivan avevamo quattro boutique di moda italiana specializzate in calzature e accessori. Ma trovandosi l'Australia dall'altra parte del mondo, le stagioni erano completamente invertite. Mentre a Sydney stava arrivando l'inverno, in Italia iniziava la sua meravigliosa estate.
Per Ivan, nato e cresciuto a Napoli, era l'occasione per tornare a casa, ritrovare la famiglia e gli amici e godersi tutto ciò che aveva amato fin da bambino. Per me e le nostre ragazze, invece, era diventata una tradizione estiva che aspettavamo con entusiasmo tutto l'anno.
E così, ogni giugno, arrivava il momento di preparare le valigie e partire per l'Italia, dove trascorrevamo due mesi e mezzo.
Sì, proprio due mesi e mezzo!
Naturalmente, c'era un piccolo problema. In Australia, le lunghe vacanze scolastiche estive cadono tra dicembre e gennaio, il che significava dover ritirare le nostre due figlie da scuola proprio nel bel mezzo dell'anno scolastico australiano.
Per questo, ogni anno dovevamo chiedere un permesso speciale alla preside della loro scuola ed ottenerlo era sempre sorprendentemente semplice: la preside della loro scuola elementare, la signora Hallahan, adorava l'Italia e Capri era proprio uno dei suoi luoghi preferiti.
Perfetto! Avevamo qualcosa in comune.
Ogni volta che chiedevo alla signora Hallahan il permesso di prolungare le nostre vacanze estive in Italia, i suoi occhi si illuminavano.
"Certo, cara! Purché facciate un po' di scuola a casa. E poi, impareranno tantissimo vivendo lì: la lingua, la cultura e un modo di vivere completamente diverso!"
E non avrei potuto essere più d'accordo. Dopotutto, quale modo migliore di crescere se non assaporando un po' di dolce vita ogni estate?
Naturalmente, mi assicuravo sempre di riportarle in regalo un bellissimo paio di sandali italiani in pelle.
Era un accordo davvero piacevole.
Due estati, ogni anno
Per oltre vent'anni non ci siamo mai persi un'estate italiana, fatta eccezione per le due estati in cui ero incinta.
I nostri viaggi, però, non erano interamente dedicati alle vacanze. Le prime due settimane erano sempre riservate al lavoro. Visitavamo i nostri fornitori italiani, concludevamo gli acquisti e organizzavamo il container con la merce da spedire a Sydney.
Una volta che tutto era stato imballato e spedito verso l'Australia, potevano finalmente iniziare le nostre vacanze.
Capri, Positano, Sorrento, Amalfi. Erano luoghi in cui tornavamo anno dopo anno, trascorrendo del tempo con la famiglia e gli amici, scoprendo nuovi ristoranti e ritrovando i nostri posti del cuore.
E ciò che amavo di più era proprio lo stile di vita dell'estate italiana.
I lunghi pranzi che, senza quasi accorgersene, si prolungavano fino al tardo pomeriggio, la musica che arrivava dai piccoli bar e ristoranti, le voci e le risate delle persone nelle piazze e quelle meravigliose serate calde in cui nessuno sembrava avere fretta di tornare a casa.
E naturalmente, il cibo!
Non c'è niente che mi rendeva più felice di sedermi in un piccolo ristorante sul mare, davanti a un piatto di spaghetti con le vongole, il mio preferito in assoluto, un bicchiere di vino bianco fresco e una splendida vista sul Mediterraneo.
Cose semplici, ma che in Italia sembrano sempre avere un sapore speciale.
E poi c'era lo shopping.
Essere in Italia durante giugno, luglio e agosto significava poter acquistare le ultime novità della moda estiva europea, godermi il bel tempo e tornare a Sydney con una valigia piena di abiti italiani, scarpe favolose e una splendida abbronzatura estiva.
Il tempismo non avrebbe potuto essere migliore.

Tutti volevano un piccolo pezzo d'Italia
A settembre, mentre a Sydney arrivava la primavera, le nostre nuove collezioni italiane primavera/estate cominciavano ad arrivare nei negozi.
Mi occupavo personalmente degli allestimenti, scrivevo alle nostre clienti e le invitavo alla presentazione delle nuove collezioni, spesso organizzando una serata con aperitivo.
Le nostre clienti adoravano questi eventi.
Ma a un certo punto cominciò a succedere qualcosa di interessante.
Arrivavano per scoprire le ultime novità in fatto di scarpe e borse italiane, ma dopo poco le conversazioni finivano inevitabilmente sulle nostre vacanze estive in Italia.
"Com'era Capri quest'anno?"
"Dove avete soggiornato a Positano?"
"Qual è il tuo ristorante preferito ad Amalfi?"
All'improvviso, non stavamo più parlando di scarpe, di moda!
Mi ritrovavo a mostrare fotografie, consigliare ristoranti e raccontare le nostre avventure estive. Tutti volevano sapere dove andare, cosa vedere e soprattutto dove trovare quei piccoli posti speciali che solo un napoletano può conoscere.
Per molte delle nostre clienti, la Costiera Amalfitana era un luogo che sognavano di visitare. E per chi c'era già stato, era un posto in cui non vedevano l'ora di tornare.
Ripensandoci oggi, credo che proprio quelle conversazioni abbiano piantato i primi semi di Casa Amalfi, molto prima ancora che avessimo un nome per questo progetto.
Quando un capitolo si chiude
Nel 2019, il mondo del commercio al dettaglio stava cambiando e, dopo tanti meravigliosi anni trascorsi nel settore della moda, io e Ivan decidemmo che era arrivato il momento di chiudere i nostri negozi e iniziare un nuovo capitolo.
Avevamo trascorso decenni viaggiando tra Australia e Italia, costruendo un'attività, crescendo le nostre figlie e creando tantissimi ricordi lungo il percorso.
Tornare a Napoli, la città di Ivan, ci sembrava il passo più naturale.
E da qualche parte, lungo quel percorso, un'idea che cresceva silenziosamente da tempo cominciò finalmente a prendere forma.
E se potessimo creare qualcosa capace di racchiudere tutto ciò che amavamo di questa meravigliosa parte d'Italia?
Non un'altra collezione di moda, ma qualcosa di diverso.
Qualcosa capace di risvegliare il ricordo di Capri, di un'estate a Positano o di una splendida serata in Costiera Amalfitana.
Volevo riunire tutte le cose di cui mi ero innamorata nel corso degli anni. Le coloratissime maioliche, le splendide ceramiche dipinte a mano, il profumo dei limoni e dei fiori che si diffonde tra le stradine, i freschi tessuti di lino italiano e tutti quei piccoli dettagli che rendono questa costa così unica e inconfondibile.
I colori, le fragranze, l'artigianalità e le tradizioni. Tutto ciò che rende lo stile di vita italiano così bello.
Perché non riunire tutte queste cose sotto un unico marchio?
Una collezione di oggetti meravigliosi, ispirati ai luoghi che amavamo, creati in Italia e pensati per essere apprezzati ovunque nel mondo.
Quell'idea diventò Casa Amalfi.
E a volte ripenso a quelle serate nelle nostre boutique di Sydney, circondata da scarpe e borse italiane, con un bicchiere di prosecco in mano, mentre raccontavo alle nostre clienti le ultime avventure delle nostre estati italiane.
Non avrei mai immaginato che, tanti anni dopo, proprio quelle conversazioni sarebbero diventate parte della storia della nostra nuova attività.
Casa Amalfi non è un'idea nata dall'oggi al domani. In un certo senso, per oltre vent'anni era già tornata a casa con noi, nascosta nelle nostre valigie.

